Il panettone? I tuoi dipendenti lo hanno mangiato, ora serve altro.

Si, in questo articolo intendo essere un poco provocatoria.

No, non parlero’ dei brand di carta igienica.

L’ispirazione a mettere per iscritto il mio pensiero relativamente alla cura dei propri clienti interni me l’ha offerta Roberta Caserini, una professionista caparbia e preparata che nella vita si occupa di visual merchandising. Roberta, qualche mese fa, ha condiviso un articolo che esplicita quanto, per un ristorante, sia importante la pulizia del bagno. Appare ovvio che il servizio igienico, così come la cucina per i locali di ristorazione, sia un biglietto da visita. E, per le aziende che offrono servizi e prodotti orientati al B2B quale è il miglior biglietto da visita per i propri clienti?

Il prodotto, la qualità, la professionalità, si insomma il servizio: ovvio.

Sbagliato! Questi elementi sono fattori chiave per un’azienda, sono quello che il mondo del business definisce un must.

Dove vai senza un prodotto ed un servizio con una value proposition forte (in fondo all’articolo trovi un link per approfondire l’argomento), se non rispetti i lead time richiesti dai clienti, se non offri qualità 100% ossia una policy volta allo zero defect?

Non vai da nessuna parte o, comunque, arrivi poco lontano.

E allora, quale è il primo biglietto da visita per un’azienda?

Il tuo principale biglietto da visita sono i tuoi dipendenti, i tuoi primi e più strategici clienti, i clienti interni, per l’appunto. A loro, a fine anno, se sei un buon capo, hai dedicato 5 minuti del tuo tempo offrendo un panettone e una bottiglia di vino da gustare con la famiglia. E vissero tutti felici e contenti…

Se, oltre ad essere un buon capo, hai doti di leadership durante la consegna panettoniana hai ringraziato per il lavoro svolto e, se non c’era nulla di eclatante per cui ringraziare, hai comunque dato un feedback (che se ben formato è sempre positivo e mai giudicante).

Se sei un leader motivato ed autorevole hai incontrato ogni tuo cliente interno personalmente e hai parlato con lei/lui dei suoi obiettivi personali per il 2019. Se il tuo team è strutturato i tuoi manager lo avranno fatto per tuo conto. Avrai dedicato tempo a tutti arrivando anche a quella persona di cui non ricordi il nome tanto poi “lui cosa vuoi che ne capisca di obiettivi e KPI?”. Perchè la considerazione che abbiamo di alcune persone, di alcuni dipendenti è, a volte, veramente deplorevole. Se sei un buon leader tu in questo non hai peccato.

E, ad inizio anno, se sei un buon capo, farai una riunione in cui alcuni dipendenti saranno impegnati a scarabocchiare cuoricini e fiorellini sul notes, altri a chattare fingendo di rispondere ad un key client, altri staranno sentendo ma non ascoltando. Qualcuno si, fortunatamente sarà totalmente presente al momento, chissà chi?

Se sei un leader motivato ed autorevole hai capito che le riunioni sarebbe meglio organizzarle in piedi e ora stai già pensando a come strutturare la prossima per renderla produttiva, piacevole e partecipativa (scriverò in un prossimo articolo i 10 step per una riunione 3P, stay tuned).

Il panettone non basta più. Non sono rimaste che le briciole.

I tuoi ragazzi se lo sono gustato e nel 2019 devi impegnarti a fare qualcosa di più. La botta motivazionale, accompagnata dalla gratifica natalizia se la porta via la Befana e quel briciolo di spinta in avanti si ferma a pagina 2 del libro “come motivare i propri dipendenti“.

Ed allora ecco che arrivano i piani di welfare aziendale a cui non sono affatto contraria ma sono convinta non siano il salvavita motivazionale, anzi. Non tutti i piani di welfare sanno interpretare le aspettative dei dipendenti.

Perchè? Perchè non sono mai contenti?

Perchè non sai come realmente ingaggiarli.

Oltre a pensare al welfare rifletti sulle condizioni di lavoro quotidiane, pensa che spesso nei bagni non c’è la carta igienica, in sala mensa non funziona il microonde (da più di due mesi), il muletto è un tantino vecchiotto (ma con l’industria 4.0 migliorerai i processi, certo), il risponditore automatico del centralino riporta all’ufficio tecnico dove nessuno è formato per rispondere al telefono e non parla inglese (questo è un ottimo biglietto da visita!).

Se non sai come motivarli ricordati che la prima legge della motivazione recita:

Per motivare bisogna essere motivati.

Motivati principalmente ad ascoltare.

La seconda ricorda:

E’ improbabile motivare una persona facendo leva su ciò che motiva noi stessi.

Quando incontro un imprenditore per la prima volta pongo alcune domande strategiche per capire quanto viene considerato il capitale umano nella sua azienda e purtroppo le risposte confermano troppe volte che non è il panettone la soluzione.

Per chiudere, in questi giorni in cui tutti i tuoi dipendenti stanno per rientrare al lavoro dopo la pausa natalizia ricorda e applica tre semplici concetti:

Qualità significa fare le cose bene quando nessuno ti sta guardando. (Henry Ford)

  1. Ascolta Henry e abbi cura dei processi e delle persone, il prodotto arriva da sè. Anche se viviamo proiettati verso l’industria 4.0 e l’intelligenza artificiale è già nelle nostre case, ricorda che la qualità parte dal basso, dal primo ingranaggio del sistema.

 

La fabbrica non può guardare solo all’indice dei profitti. Deve distribuire ricchezza, cultura, servizi, democrazia. Io penso la fabbrica per l’uomo, non l’uomo per la fabbrica, giusto? Occorre superare le divisioni fra capitale e lavoro, industria e agricoltura, produzione e cultura. A volte, quando lavoro fino a tardi vedo le luci degli operai che fanno il doppio turno, degli impiegati, degli ingegneri, e mi viene voglia di andare a porgere un saluto pieno di riconoscenza. (Adriano Olivetti)

2. Adriano insegna che il rispetto per il lavoro altrui, la considerazione, la riconoscenza sono la leva motivazionale più forte e più duratura. Parti dal basso e abbi cura del primo ingranaggio del tuo sistema.

Alzo la voce, non perché voglio urlare, ma perché tutti quelli che non hanno voce possano essere sentiti. Non possiamo avere successo, se metà di noi sono trattenuti indietro. (Malala Yousafzai)

3. Malala ci ricorda l’importanza di porsi in ascolto, non giudicante e attento. Ascolta ogni tuo dipendente, solo così potrà considerarsi il tuo primo cliente e farà sentire la sua voce, la sua motivazione offrendoti la possibilità di un miglior profitto.

Ora tocca a te!

Noi ti aspettiamo in aula ai nostri prossimi corsi interaziendali, occasione per imparare cose nuove, tenere alta la motivazione e conoscere altri imprenditori e manager per sviluppare sinergie. E, se ti sei chiesto come scrivere un articolo efficace su LinkedIn ti aspetto al mio prossimo corso, il 25 gennaio in Franciacorta. Info qui.

Lucilla Rizzini 

(Intercultural & Export Coach)

P.s. qua trovi il nostro articolo sulla value proposition per aiutarti a identificare ciò che ti differenzia dagli altri pirati, i tuoi competitors.

P.p.s. qui un articolo in cui offro alcuni suggerimenti di di motivazione per il tuo team e parlo di gallina dalle uova d’oro.