Cos’è la cultura

Il fenomeno della Globalizzazione ha moltiplicato le occasioni di contatto tra culture diverse, e i viaggi verso paesi esteri per molti sono all’ordine del giorno, ma la consapevolezza rispetto al significato di cultura ancora scarseggia.

La definizione classica è: “La cultura è definita come l’insieme delle caratteristiche che distinguono i membri di un gruppo da quelli di un altro”. 

È un modo di percepire il mondo, interpretare la realtà ed è caratterizzata da segni visibili (come il linguaggio, le forme artistiche, culinarie) e segni invisibili (norme e valori). 

 

Per capire come una cultura si relaziona rispetto ad un’altra, in situazioni analoghe, possiamo utilizzare il modello interpretativo delle diversità culturali, elaborato agli inizi degli anni 70’ dal professore olandese Geert Hofstede. 

 

Al fine di trovare delle connessioni comuni, tale strumento, noto come il Modello dei 6 parametri culturali, prende in esame sei dimensioni, nella quale ogni società può puntare in alto o in basso, dando luogo a caratteristiche e comportamenti diversi 

Ecco quali sono: 

  1. Individualismo/ collettivismo: è il grado di integrazione degli individui in gruppi. Una cultura individualista predilige il benessere del singolo piuttosto che quello del gruppo, mentre la cultura collettivista antepone il benessere del gruppo rispetto a quello della singola persona; 
  2. Power distance: ‘’distanza di potere’’ ed è il punto fino a cui i membri meno potenti di un’organizzazione, accettano che il potere sia distribuito inegualmente; 
  3. Incertezza: viene definita come la tolleranza della società nei confronti delle ambiguità. È il modo in cui la società gestisce fatti inattesi e il conseguente stress di cambiamento. Più una cultura possiede un margine di incertezza alto, meno, i suoi membri, saranno tolleranti e intimoriti rispetto all’ignoto. Le culture soggette a meno incertezza sono più aperte al cambiamento e vedono l’applicazione di meno regole direttive; 
  4. Indulgenza/controllo: misura quanto noi come essere umani fin da bambini siamo stati educati nella capacità di soddisfare i nostri bisogni immediati; 
  5. Mascolinità/femminilità: questo parametro misura la distribuzione delle norme emotive fra i sessi; 
  6. Orientamento lungo termine/breve termine: valuta l’orizzonte temporale della società.  
  7. Breve termine: vi fanno parte le culture che hanno una concezione tradizionale del tempo (passato, presente e futuro sono interrelati), adottano sistemi tradizionali (ad esempio investono tanto tempo nelle relazioni) e hanno una visione circolare dello stesso; 
  8. Lungo termine: concezione del tempo lineare orientato verso il futuro. L’atteggiamento è mirato al risultato e viene attribuito maggior valore alle ricompense, bonus, gratificazioni. 

 

Se sei una persona attiva in ambito internazionale e vuoi fare presentazioni efficaci devi sapere che, per esempio, per i giapponesi la storia svolge un ruolo fondamentale, perciò nel momento in cui vorrai presentare loro un progetto è consigliabile presentare la storia della tua azienda, di come è nato il tuo progetto, utilizzando concetti di tradizione prima e innovazione solo in un secondo momento. 

Se il tuo interlocutore fosse americano? Il loro orientamento temporale è rivolto maggiormente al futuro, perciò, nelle tue presentazioni focalizzati sugli obiettivi e sui benefici che porteranno il tuo prodotto/ servizio nell’immediato futuro. 

 

Vuoi saperne di più sull’ export e sulle culture? Scopri la nostra pagina Team Coaching Interculturale.