3 Tips per far volare la tua comunicazione internazionale

Con la costante crescita delle economie nazionali e della globalizzazione fare affari e stringere rapporti con persone culturalmente differenti è diventata più che mai una necessità.

Sempre più PMI si affacciano al mondo dell’export e dell’internazionalizzazione e, per essere competitive, hanno bisogno di un ufficio commerciale estero e di export manager formati e competenti; tra le skill più richieste ci sono ovviamente quelle comunicative ed è di questo che ti vogliamo parlare oggi.

Per le caratteristiche stesse della comunicazione internazionale, ogni volta che si entra in contatto con una persona di un paese straniero dobbiamo porre attenzione a molti fattori. Risultati immagini per comunicazione interculturale

Per aiutarti, abbiamo raccolto alcuni consigli che ti permetteranno di migliorare la tua comunicazione interculturale fin da subito e di far volare ogni tuo progetto di internazionalizzazione.

Eccoli!

1. Prendi consapevolezza della tua cultura

La distanza tra due culture si può calcolare grazie ad alcuni parametri fissi (partecipa al nostro corso Open Mind per scoprire queli sono 😉 ). Il primo passo è, quindi, capire dove sei posizionato. Ad esempio, quanto è importante la comunicazione non verbale nella tua cultura?

2. Ascolta prima di parlare

Niente nell’ambito della comunicazione è utile quanto l’esperienza. Ascolta attivamente, ma fa attenzione: solo il 7% di quello che esprimiamo è verbale! Quindi osserva attentamente il tuo interlocutore, sarà lui/lei a fornirti involontariamente spunti e consigli su come ti devi comportare.

3. Fai le giuste pause

Il modo in cui ci si passa la parola, la possibilità di iniziare a parlare quando l’interlocutore non ha ancora finito e la lunghezza delle pause sono caratteristiche che possono essere molto differenti tra una cultura e l’altra. Gli italiani, e più in generale i latini, hanno maggiore flessibilità nel turn-taking, a differenza, per esempio, dei nordeuropei che invece mal tollerano le interruzioni.

Siamo sicuri che metterai subito in pratica questi piccoli consigli! Se ne vuoi altri, scarica QUI i nostri 10 tips per la tua comunicazione interculturale e fai volare il tuo progetto di internazionalizzazione everywhere in the world.

Comunicazione Interculturale: 7 skill

Che basti conoscere le lingue straniere per comunicare a livello internazionale e, soprattutto, fare export è credenza diffusa.

In realtà, non è così.Risultati immagini per comunicazione interculturale

Nel 1967, lo psicologo e filosofo austriaco Watzlavick, introdusse il concetto dell’inevitabilità della comunicazione, ovvero del “non si può non comunicare“; per quanto possiamo non parlare, non muoverci, limitare al minimo la nostra mimica facciale e assumere un atteggiamento il più neutro possibile, anche la nostra immobilità comunica.

E’ evidente, quindi, che sono molti gli aspetti che vengono racchiusi dalla parola “comunicazione” e, se questi sono importanti “in patria”, lo sono ancora di più quando si comunica con persone dal background culturale e valoriale differenti, perchè il rischio di fraintendimenti è ancora maggiore.

Negoziare significa impegnarsi attivamente nella ricerca di una soluzione che soddisfi due o più interlocutori che partono da posizioni culturalmente diverse facendo emergere le differenze latenti e il common ground.

Se da un lato le differenze rappresentano una “bomba pronta ad esplodere”, dall’altro le basi comuni sono tutti gli elementi su cui il buon negoziatore può fondare la propria comunicazione.

Quali sono quindi le skill da acquisire per poter comunicare efficacemente con “l’altro”?

Immagine correlataSono 7, e sono:

  1. Code switching
  2. Topic switching
  3. Turn taking
  4. Self monitoring
  5. Others monitoring
  6. Competenze para e non verbali
  7. Competenza prossemica

 

Tu sai di cosa si tratta?

Se la risposta è no, scarica la nostra checklist QUI. In questo modo potrai verificare lo stato di efficacia della tua comunicazione interculturale e potenziare il tuo processo di internazionalizzazione e la tua strategia di marketing internazionale!

7 motivi per cui dovresti avere un profilo LinkedIn

15 anni di vita, 562 milioni di utenti in tutto il mondo, 11 milioni attivi in Italia: questi sono i principali dati riguardanti il terzo motore di ricerca al mondo.

Nonostante la sua costante crescita, sono ancora molti i professionisti ed imprenditori che non conoscono o hanno solo sentito parlare di LinkedIn.

LinkedIn è il più grande Network professionale al mondo; un social in cui tutti, dal general manager di una multinazionale all’imprenditore alle prese con la sfida dell’internazionalizzazione, dall’export manager in cerca di nuove opportunità sino allo studente universitario, possono trovare pane per i propri denti, o meglio, per la propria carriera.

LinkedIn, per dirla facile, è l’equivalente online di un tradizionale evento di networking, in cui vai e incontri altri professionisti, scambi i biglietti da visita e verifichi se possono nascere delle sinergie.

Sembra facile, ma come si fa?

Esattamente come in ogni altro social network!

Per iniziare invii la richiesta d’amicizia (come su Facebook ma con un messaggio personalizzato, in maniera abbastanza formale) e, se il tuo interlocutore accetta il collegamento, da quel momento in poi siete collegati, vedete i reciproci post, potete scambiarvi i like e condividere i contenuti l’un l’altro.

Quali sono le motivazioni principali per cui anche tu e i tuoi collaboratori dovreste essere presenti?

Facile, con LinkedIn puoi:

  1. Mantenerti in contatto con persone che credi valga la pena avere nella tua rete professionale: vecchi colleghi o compagni di scuola che ora svolgono i ruoli più disparati in settori differenti, quel buyer di un potenziale cliente che hai incontrato in fiera o, ancora, quel export business developer che hai incontrato ad un corso e del quale potresti seriamente aver bisogno per il progetto di internazionalizzazione del tuo business.
  2. Sfoggiare un Curriculum completo, interattivo e sempre aggiornato. Il tuo profilo, infatti, contiene tutte le informazioni riguardanti la tua formazione e la tua carriera. Ogni avanzamento, ogni cambio: proprio per questo è importante che sia fatto bene: è il tuo fiore all’occhiello.
  3. Cercare o offrire lavoro: oltre al fatto di permetterti di pubblicare o vedere annunci di lavoro, LinkedIn ti invia automaticamente notifiche riguardanti posizioni lavorative che potrebbero interessarti. Metti il caso che tu stia puntando ad un avanzamento di carriera in ambito export, qui puoi sicuramente trovare delle ottime opportunità.
  4. Conoscere nuovi professionisti: ogni volta che un tuo collegamento mette like ad un post, questo appare nella tua home. In tal modo hai l’opportunità di vedere post di nuove persone e perchè no, conoscerle e chiedere il collegamento per avviare eventuali collaborazioni.
  5. Partecipare a gruppi: in base ai tuoi interessi e/o alla tua professione, ovviamente! Per esempio, se lavori in ambito internazionale, puoi tu stesso aprire un gruppo e creare contenuti che riguardino l’export e l’internazionalizzazione.
  6. Mostrare al mondo le tue competenze: LinkedIn ti permette di pubblicare degli articoli, proprio come se fosse un blog. La pubblicazione di contenuti professionali e rilevanti ti fa guadagnare in credibilità e in personal branding.
  7. Restare costantemente (In)formato: leggendo i post di altri professionisti e attingendo alla piattaforma Learning che il social mette a disposizione.

 

Se non sai da dove partire o vuoi davvero perfezionare il tuo profilo LinkedIn per aumentarne l’efficacia dando una svolta alla tua carriera, scarica la nostra checklist QUI.

Conosci il mercato in cui vuoi fare export?

Nel 2018 l’export lombardo ha vissuto una forte crescita. E siamo molto contenti di questo.

Nell’Unione Europea, che si consolida insieme agli Stati Uniti e alla Russia come mercato di riferimento, sono stati espostati 53 miliardi di euro, 56,4% del totale, con uno sviluppo del +5,6%;  la vera rivelazione sono stati, però, paesi come la Cina e l’Oceania, cresciute rispettivamente del +19,2% e del +14,4%.

Cresce, inoltre, l’interesse verso Medio Oriente e Giappone.

Secondo una ricerca di Promos, azienda speciale della Camera di commercio di Milano, Monza Brianza e Lodi, oltre il 70% delle imprese lombarde attive sui mercati internazionali è pronta ad aumentare, nel 2019, il proprio business internazionale.

Il 45,2% degli intervistati ritiene che il 2019 sarà un anno più positivo del 2018 per il proprio business internazionale, ma bisogna però tener conto di alcune problematiche. Le più diffuse sono: l’inaffidabilità dei partner locali, la burocrazia, la dimensione aziendale, i costi di accesso al mercato e, soprattutto, la scarsa conoscenza dei mercati.

Soprattutto quando ci si approccia ad un nuovo mercato è importante conoscerlo a fondo per evitare catastrofici fallimenti e ingenti perdite, sia di tempo che di denaro.

Ma da dove partire? Don’t worry, ci pensiamo noi!

Con il nostro servizio di ricerca di mercato prendiamo in considerazione tutti gli elementi necessari alla scelta non solo del paese in cui esportare, ma anche del tipo di comunicazione da utilizzare per essere davvero efficaci e raggiungere gli obiettivi internazionali di business prefissati.

In tema di comunicazione, molte aziende non sanno quanto sia importante ed efficace una buona presenza sui social media, anche per aziende che lavorano nel B2B.

Ad esempio, la tua azienda è presente su LinkedIn? I tuoi collaboratori (export manager, sales & marketing manager, back office e customer care) e tu come imprenditore o general manager avete un profilo personale ed una strategia di personal branding definita?

Sia che la risposta sia positiva sia che sia, invece, negativa, ti ricordiamo il nostro corso “Ci metto la faccia: LinkedIn per il social selling & personal branding” del 25 gennaio 2019. Trovi maggiori informazioni QUI.